Pubblicato da: federicologiudice | 29 maggio 2014

Giulio Donati, l’Attila di Leverkusen

Mio servizio andato in onda nella puntata del 19 maggio 2014 di Tiki Taka

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Pubblicato da: federicologiudice | 14 marzo 2014

Hoeness niente appello: andrà in carcere

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Federico Lo Giudice

MONACO DI BAVIERA Un terremoto. Una doccia fredda per il Bayern e i suoi tifosi. Uli Hoeness ha deciso di non ricorrere in appello contro la sentenza espressa giovedì dal Tribunale distrettuale di Monaco di Baviera che lo ha condannato a 3 anni e 6 mesi per evasione fiscale. L’ex capitano della Nazionale tedesca, che ha già dato le dimissioni da capo del consiglio d’amministrazione del Bayern e dalla carica di presidente del club bavarese, andrà dunque in galera per scontare i 42 mesi di carcere decisi dal giudice Rupert Heindl. Una decisione che ha spiazzato tutti, ma che ha una logica. Andare in appello non avrebbe assicurato ad Hoeness una riduzione della pena, ma con molto probabilità avrebbe potuto comportare il rischio che il giudice decidesse di aumentarla. Il pubblico ministero Achim von Engel, infatti, aveva chiesto 5 anni e 6 mesi per il mancato pagamento di 27,2 milioni di euro di tasse evase  attraverso un conto segreto in Svizzera. Una richiesta, comunque, meno severa di quanto sancisce la legge tedesca che prevede sino a 10 anni per chi evade le tasse per una cifra superiore al milione di euro.

DICHIARAZIONE “Ho parlato con la mia famiglia – ha detto Uli Hoeness in una lettera pubblicato sulla Bild online – ed insieme abbiamo deciso di accettare la sentenza del Tribunale. Ho incaricato i miei legali di non procedere all’appello. Ho deciso questo perché ho compreso il mio sbaglio e voglio assumermi le mie responsabilità. Questa evasione fiscale è stata l’errore della mia vita ed è giusto che paghi le conseguenze di questo mio sbaglio. Ho già rassegnato le dimissioni da tutte le cariche che ricoprivo nel Bayern per evitare che il club della mia vita e per il quale ho dato tanto possa subire ulteriori danni a causa mia. Nonostante le mie dimissioni ho l’intenzione di restare  legato per sempre al Bayern e alle persone che ne fanno parte. Ringrazio di cuore i miei amici e i sostenitori del Bayern per il loro sostegno”.

CONSEGUENZE Cosa accadrà ora? Chi prenderà il posto di Hoeness alla presidenza del Bayern? Certamente nelle prossime ore la dirigenza del club campione del mondo sarà costretta a riunirsi per studiare una soluzione al problema che riporti il sereno. Il candidato più accreditato per prendere il posto di Hoeness, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere Matthias Sammer l’attuale direttore sportivo del club. Già lo scorso anno, quando Hoeness si presentò al consiglio d’amministrazione per presentare le sue dimissioni poi respinte, si era ipotizzato che potesse essere lui l’uomo giusto per prendere il testimone dell’uomo sotto la cui gestione il Bayern ha vinto 18 campionati, una coppa Uefa, due Champions League e due coppe Intercontinentali. Il futuro dirigenziale del Bayern in questo momento appare poco chiaro dopo questo imprevisto quanto devastante terremoto che lo ha colpito.

Pubblicato da: federicologiudice | 13 marzo 2014

Uli Hoeness: condannato a 3 anni e 6 mesi di galera

 

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FEDERICO LO GIUDICE

MONACO DI BAVIERA Tre anni e 6 mesi di galera. E’ il verdetto emesso dal Tribunale di Monaco di Baviera nei confronti di Uli Hoeness per evasione fiscale. Un verdetto esemplare che ha confermato, almeno in parte, le sensazione che da qualche giorno circolavano sulla possibilità più che concreta che Uli Hoeness potesse essere condannato. Il giudice, infatti, ha ritenuto l’autodenuncia del presidente del Bayern, fatta 14 mesi fa, non sufficiente per assolverlo dall’accusa di aver evaso il fisco tedesco per 27,2 milioni di euro.

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Una condanna che Hoeness, che indossava la cravatta portafortuna che esibisce in tutte le partite di Champions del suo Bayern, ha ascoltato rimanendo pietrificato e lasciando l’aula del tribunale visibilmente preoccupato. Uno shock, dunque, per il numero uno del club campione del mondo e per la sua dirigenza. Una volta letta la sentenza l’avvocato difensore ha chiesto la sospensione del mandato d’arresto, poiché  Hoeness non ha precedenti, visto che sia il pubblico ministero Achim Engel, che aveva chiesto una condanna a 5 anni e 6 mesi, che la difesa hanno una settimana per fare appello. Ricorso che avverrà certamente e che lascerà in sospeso per ancora qualche settimana il futuro del presidente del Bayern Monaco.

Pubblicato da: federicologiudice | 27 novembre 2013

La Dortmund napoletana

Mio servizio per Sky Sport 24 alla vigilia della sfida di Champions League tra Borussia Dortmund e Napoli.

Pubblicato da: federicologiudice | 27 ottobre 2013

Atmosfera dal Revierderby

Pubblicato da: federicologiudice | 22 ottobre 2013

La stampa spagnola vota il Real di Ancelotti

Mio servizio alla vigilia di Real Madrid-Juventus

Pubblicato da: federicologiudice | 4 ottobre 2013

Una Fiore all’occhiello

 

 

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DNIPRO-FIORENTINA 1-2

MARCATORI: st 8’ Rodriguez (rig), 12’ Seleznyov (rig), 28’ Ambrosini 

DNIPRO (4-4-2): Boyko 6; Mandzyuk 6 (34’st Gama ng), Mazuch 6, Cheberyachko 6, Strinic 6; Fedetskiy 6 (13’st Matheus 6.5), Rotan 5.5, Kankava 6, Konoplyanka 5.5; Seleznyo 7, Zozulya 6.5. A disp. Lastuvka, Douglas, Kobakhidze, Shakhov, Politylo. All. Ramos 6

FIORENTINA (3-1-4-2): Neto 6.5; Roncaglia 6.5, Gonzalo 7.5, Compper 6.5; Pizarro 6; Cuadrado 6.5 (st’ 32 Joaquin 6), Bakic 6 (9’ st Borja Valero 7.5), Ambrosini 8, Alonso 6.5; Matos 7, Fernandez 6.5 (40’st Tomovic ng). A disp. Munua, Savic, Madrigali, Gulin. All. Montella 7

ARBITRO: Marciniak (POL) 5 

NOTE: Angoli: 9 a 2 Dnipro. Ammoniti: Bakic, Cuadrado, Fernandez. Espulso: Pizarro per doppia ammonizione

 

Federico Lo Giudice

Più di una vittoria. Il successo della Fiorentina contro il Dnipro ha un valore superiore a quello del primato nel girone di Europa League. I tre punti ottenuti alla Dnipro Arena, infatti, sono i più importanti conquistati dalla Viola di Vincenzo Montella in questa prima parte di stagione. Sono quelli che potrebbero trasmettere quelle certezze e sicurezze che sono mancate ai viola in alcuni dei match, vedi Inter e Parma, giocati sino ad ora. 

COESIONE  I segnali arrivati dalla trasferta in Ucraina, infatti, sono di quelli importanti. Il primo è la forza del gruppo. Montella alla vigilia aveva chiesto ai suoi giocatori una prova di carattere contro una squadra con maggiore esperienza in campo europeo. Gonzalo e compagni hanno fatto di più fornendo non solo una prestazione di forza, ma anche di qualità nonostante un terreno di gioco reso dalla neve e dalla pioggia più simile a una fetta di Emmenthal che a un campo di calcio. 

Il secondo è la maturità mostrata dalla squadra. Le assenze di Pepito Rossi, Gomez, Aquilani, Ilicic insieme alle non ottime condizioni di Cuadrado potevano pesare e tanto su un match così delicato, ma soprattutto rappresentare la migliore attenuante per giustificare una sconfitta. Non è stato così, o meglio i giocatori scesi in campo non hanno voluto che fosse così. La prestazione di Ambrosini, il migliore in campo, ma anche quelle di Compper, Matos e dei soliti Gonzalo e Borja Valero sono il simbolo della prova di furore e orgoglio offerta dalla Fiorentina. E che la squadra abbia fatto quel passo in avanti, sia a livello caratteriale che psicologico, richiesto da Montella si è intuito dopo il pari di Seleznyov ottenuto su un rigore concesso generosamente dal polacco Marciniak. La Viola non subisce il colpo, non arretra per difendere un pari che comunque sarebbe stato positivo, ma reagisce giocando il suo calcio fatto di tecnica e palla a terra e affidandosi alle giocate di Borja Valero e all’esperienza dell’ex capitano del Milan che segna la rete del nuovo sorpasso viola. 

L’ultimo segnale è lo spirito di sacrificio mostrato dalla squadra. Due le immagini che lo rappresentano in modo perfetto. La prima il salvataggio di Gonzalo sull’errore ad inizio gara di Neto. Qualcuno, forse, leggerà quell’intervento come la dimostrazione di una mancanza di fiducia del gruppo nei confronti del brasiliano. Ma in quell’intervento c’è l’anima di una squadra che dimostra di essere compatta, che ha intuito il momento non facilissimo del suo portiere e che è pronta ad aiutarlo e a difenderlo. Il secondo è Matos. Il brasiliano corre, si propone in avanti e torna a coprire in difesa anche quando i crampi lo costringono a giocare gli ultimi minuti zoppicando. E’ questo quello che Montella voleva e aspettava ancora dalla sua squadra. Una   Fiorentina che a Dnipropetrovsk è diventata grande, nonostante infortuni, un pizzico di sfortuna e qualche incertezza che hanno “macchiato” questo inizio di stagione. La sfida con la Lazio è vicina ed è quella che potrebbe e dovrebbe confermare la crescita della Viola, ma ora i tifosi viola dovrebbero pensare e godersi solo  questa vittoria ottenuta con le armi di una grande squadra: gioco, carattere e sacrificio.

Pubblicato da: federicologiudice | 4 ottobre 2013

L’Ajax attende il Milan

Mio servizio da Amsterdam per Sky Sport 24 in vista della sfida di Champions tra Ajax e Milan.

Pubblicato da: federicologiudice | 30 settembre 2013

Bojan Krkic: “Mai pentito di aver giocato in Italia”

Mia intervista per Sky Sport24 con Bojan Krkic

Pubblicato da: federicologiudice | 30 settembre 2013

Bojan Krkic su Ajax-Milan (2ª parte)

Mia intervista per Sky Sport 24 con Bojan Krkic

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